Ramonti col turbo Torna, vince e convince: l’Inghilterra nel suo futuro
MILANO— Quasi undici mesi di lontananza dalle piste e non sentirli. D’accordo, ieri a San Siro Ramonti affrontava rivali ampiamente alla sua portata, di almeno tre categorie sotto, ma la corsa di rientro nasconde sempre delle insidie, soprattutto dopo un infortunio abbastanza serio. OTTIMO TEST E invece il figlio di Martino Alonso, perfettamente asuo agio sulterrenoreso pesante dalla pioggia caduta incessantemente fin dal primo pomeriggio, ha dimostrato di essere già pronto per tornare nel giro che conta. Proposto a 1/5 in lavagna, Ra- monti ha svolto senza problemi il suo lavoro, prendendo il comando sulla prima curva e staccando molto bene nel finale, appena il suo jockey Edmondo Botti l’ha chiamato all’allungo. Alla fine le lunghezze sul secondo arrivato Roman Forum sono state sette, ma non è questo che conta. Conta che Ramonti abbia superato in pieno l’esame, convincendo senza riserve il suo team. «Aveva lavorato molto bene — ha detto Edmondo Botti—nel nostro centro di Cenaia, nei pressi di Pisa, però ovviamente era solo al 60% della condizione. C’era un p0’ di attesa perché volevamo vedere in che modo avrebbe risposto dopo tanto tempo lontano dalle piste e devo dire che meglio non sarebbe potuto andare. All’inizio tendeva a stortare un po’ il collo, probabilmente perché lo infastidiva l’imboccatura a causa di un piccolo taglio in bocca. Niente di preoccupante, il peggio è alle spalle». L’INFORTUNIO Il «calvario di Ra- monti era cominciato negli ultimi metri del Derby disputatosi alle Capannelle lo scorso maggio, quando perse di una testa da De Sica in quella che è stata l’unica sconfitta nelle cinque uscite di una carriera impreziosita dalla vittoria nel Parioli 2005. «Perse un ferro — continua Edmondo Botti — e si incrinò l’unghia di un piede. Un guaio molto fastidioso, che ha fatto soffrire parecchio il cavallo e che ci ha costretti a ricominciare quasi da zero. Ora però è tutto risolto. Ra- monti era perfetto sotto tutti i punti di vista e adesso possiamo guardare al futuro con grande fiducia». FUTURO INGLESE Più in làAlduino Botti stila un programma di massima per il campione della Siba. «Dovremmo fare il Signorino a Roma e il Turati a 5. Siro. Poi, se tutto andrà bene, lo trasferiremo aNewmarket, dove c’è mio figlio Marco, e studieremo il programma inglese per la sua valorizzazione internazionale». Matteo Pierelli
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