Il quartè va giù nonostante la supervincita. Bookmaker stranieri contro Snai e Sisal per un mercato scommesse più ampio.

Con grande orgoglio Lo Sportsman di oggi riporta in prima pagina il seguente sottotitolo: “Milano propone il quartè da giocare in una delle 17.100 ricevitorie abilitate” . Quello che sembra un vanto è invece un clamoroso boomerang, perché significa che ogni sportello raccoglie mediamente sul quarte l’enorme somma di 39,47 euro, cifra che si ottiene dividendo appunto il movimento odierno (€ 675.104) per 17.100 e il gioco è fatto. Ma non è tutto. Il movimento del quartè, nonostante la super vincita di venerdì (278 mila euro) è sceso di quasi del 3% rispetto di mercoledì scorso (€ 710.581) e comunque non si segnalano spostamenti considerevoli. Ciò conferma, e questo lo dovranno tener presente i nuovi vertici dell’Unire (per favore non fateci più vedere Terminator), che dovranno tornare a volere corse tecnicamente all’altezza, spettacolari e avvincenti. E soprattutto dovranno riformare le nuove scommesse, concepite male (il montepremi deve essere unico, si gioca il quintè, ma si partecipa anche a quartè e tris) e troppo costose (30 euro 5 cavalli a girare per il quintè) per poter diventare veramente popolari.
Snai e Sisal, i monopolisti del nostro mercato scommesse hanno trovato pane per i loro denti. Su molti quotidiani odierni il brooker di scommesse Betfair ha pubblicato una pagina a pagamento per sostenere il diritto di libera circolazione delle scommesse in Europa, dopo che i Monopoli hanno deciso di chiudere i siti degli operatori stranieri non registrati in Italia. E’ intervenuta anche la commissione europea e ci sono in ballo dei ricorsi al Tar. Sarebbe importante che il principio di libero mercato passasse contro la volontà di Ughi (Snai) e Sandi (Sisal), in una prospettiva di allargamento degli scambi anche per operatori che paghino sì le tasse in Italia, ma che non siano sempre e solo i soliti noti.
G.R.