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Unagt : Tg Comitato 6.10.05: Un casinò al posto di San Siro trotto?
Inviato da unagt il 9/10/2005 2:49:16 (878 letture)

Sembra fantascienza, potrebbe essere la verità.


Ippodromo San Siro: Gran Premio Europa
Un'immagine vicina al passato



Le agenzie ippiche sono una delle principali cause del malessere dell’ippica. Sembrerebbe un paradosso, purtroppo non è così. Soprattutto negli ultimi anni hanno stretto un cappio al collo del settore e non hanno intenzione di mollare, pensando solo ai loro interessi. Non hanno pagato grazie ad una legge ad hoc minimi garantiti per centinaia di milioni che si sarebbero trasformati in risorse per il montepremi e gli altri fini istituzionali dell’Unire. E continuano ancora a non pagare quote di prelievo e minimi garantiti, come rileva anche il Mipaf. Come se non bastasse, ora tentano di trarre vantaggio dallo smantellamento di una parte degli ippodromi di San Siro. Il progetto è ormai chiaro: l’ippodromo del trotto verrebbe raso al suolo e la pista per i trottatori potrebbe essere ricostruita all’interno della Maura, dove ora si trova una delle piste di allenamento del galoppo. E sarebbe un affare colossale per i signori delle scommesse. Non ci sarebbe da meravigliarsi se si trovasse il sistema di finanziare il nuovo ippodromo del trotto con parte dei 55 milioni conseguenti al fondo investimenti 2000 (delibera n. 145 del 4 aprile 2001), mai erogati dall’Unire e inseriti nel  bilancio consuntivo 2003 tra i residui passivi. Panzironi vorrebbe  agganciarli al modello Deloitte, pagare la parte tecnica e non quella al pubblico, tagliando qualche decina di milioni di euro. Da destinare, non ci sarebbe da meravigliarsi, per una pista immensa per guadagnare punti in classifica, magari anche senza tribune visto che non contano. Quello che è certo è che Francesco Ruffo, amministratore delegato Trenno, in una dichiarazione resa a Lo Sportsman del 30 settembre u.s. affermava di essere stupito di scoprire che fra le ragioni dello sciopero attuato domenica due ottobre dai sindacati fossero ricompresi timori per San Siro. “Sono affermazioni  assolutamente false”, concludeva. Oggi, dopo meno di una settimana Giovanni Seu,   sul quotidiano Libero, in un articolo dal titolo “ Sull’ippodromo la minaccia di alberghi e negozi”, sottolinea che ricompare il pericolo di cementizzazione dell’ippodromo. Secondo Seu, la Snai, la società proprietaria del complesso ippico di San Siro, ha presentato al comune un progetto edilizio (firmato dall’architetto Stefano Boeri) che interessa l’area in cui si trovano l’ippodromo del trotto e la pista di Trenno, Si tratta di edifici per 33 mila metri cubi previsti in luogo delle stalle e delle scuderie Rospigliosi e di un albergo, un centro congressi, uffici e negozi per complessivi 90 mila metri cubi. In tutto fanno 123 mila metri cubi di cemento. A lanciare l’allarme è stato il consigliere comunale dell’Italia dei Valori Adriano Ciccioni. Da notare che a differenza del passato, questa volta Snai ha agito in via diretta, presentando un progetto al comune, che si fonda proprio sul fatto che la tutela del 2004, del Ministero dei Beni Culturali, non è stata estesa a tutta l’area dove sorgono gli ippodromi di trotto e di galoppo. Circostanza sottolineata anche dal delegato regionale della Slc - Cgil Antonio Piccoli : “ E’ in atto da parte di TrennoSnai una sostanziale spinta al disfacimento degli ippodromi.Ne è testimonianza il ricorso al Tar per togliere i vincoli monumentali all’area delle piste del galoppo” ha detto alla Gazzetta dello Sport del 29 settembre u.s. L’ultima voce poi sembrerebbe da fantascienza, ma al peggio non c’è mai fine. Si ventila in ambienti politici che esiste il progetto di assegnare a Milano un casinò. E se ciò fosse vero vederlo sorgere proprio a fianco dello stadio Meazza non sarebbe poi così inverosimile. E se l’ippica milanese muore? Peggio per lei.

G.R.

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